Una cascina storica alle porte di Alessandria, che oggi custodisce un apiario: mieli raccolti stagione dopo stagione, tra ciliegi, acacie, tigli e prati fioriti.
La Moisa è una cascina storica di Alessandria, già citata nel periodo immediatamente successivo alla nascita d'Alessandria, ben prima che diventasse anche la casa delle nostre api.
Le mappe del Seicento mostrano già la Moisa come una cascina a corte chiusa, un impianto imponente che, secondo alcuni indizi, sorgerebbe sul sedime di un convento più antico legato alle monache di Santa Maria Maddalena.
Durante l'assedio di Alessandria nella guerra tra Francia e Spagna, Francesco I d'Este, duca di Modena, sceglie la Moisa per alloggiarvi con il figlio Alfonso: il soggiorno è ricordato ancora oggi da una lapide sul portone di casa.
Bernardo Ravazzi, costruttore alessandrino che ha rifatto anche il Comune di Alessandria, entra in possesso della Moisa ereditandola dal padre Pietro.
Tra le carte di famiglia si conserva ancora la Médaille de Sainte-Hélène, conferita a Bernardo Ravazzi da Napoleone terzo per volontà di Napoleone primo, per i servizi prestati all'imperatore tra il 1792 e il 1815.
Un bombardamento alleato centra in pieno la casa settecentesca, distruggendola quasi del tutto: si salvano solo la cappella, parte dei portici e i rustici più poveri, gravemente danneggiati.
La casa viene ricostruita a partire dal 1962, riutilizzando quanto recuperabile dalle macerie — persino mattoni, cancelli e inferriate originali. La Moisa resta, nonostante tutto, un'azienda agricola.
Da tempo la Moisa è un'area protetta di 6 ettari, rifugio per caprioli, picchi e civette. Nel tempo sono nati l'Oasi delle Api, dedicata agli insetti impollinatori, e l'Orto dei Semplici, accanto a un apiario ormai attivo da diversi anni.
Un ciclo che segue le stagioni e le fioriture del territorio: dalle api che bottinano tra i campi alla smielatura, fino al vasetto pronto per la tavola.
Le api bottinano di fiore in fiore — ciliegi, acacie, tigli e prati fioriti — raccogliendo nettare e polline secondo il calendario delle fioriture.
I favi vengono disopercolati ed estratti a freddo con lo smielatore centrifugo, senza mai riscaldare il miele: così restano intatti aromi ed enzimi.
Il miele riposa nei maturatori: le impurità e le piccole bolle d'aria risalgono naturalmente in superficie, prima della filtratura finale.
Invasettato ed etichettato a mano nei formati da 250 g, 500 g e 1 kg. Se ti serve una misura diversa, su richiesta ci mettiamo volentieri d'accordo anche per altre dimensioni.
Ogni varietà racconta una fioritura diversa del territorio alessandrino. Disponibili nei formati da 250 g, 500 g e 1 kg.

Raccolta primaverile e limitata, legata alla breve fioritura dei ciliegi: colore ambrato chiaro e profilo delicato, quasi mandorlato.

Nasce da un percorso fiorito pensato apposta per le api, con specie diverse: un raccolto ricco di sfumature, che cambia leggermente ogni anno.

Chiarissimo e limpido, dal gusto delicato: cristallizza molto lentamente, il più classico dei mieli da colazione.

Raccolto a inizio estate: aroma balsamico e rinfrescante, amato anche nelle tisane della sera.
Lo spazio dove raccontiamo gli incontri in programma alla Moisa e teniamo memoria di quelli già vissuti.
Al momento non ci sono nuovi eventi in programma. Seguiteci per essere aggiornati sulle prossime iniziative in cascina.

























Per acquisti o informazioni, siamo felici di ricevere un messaggio.